Le aziende ricevono un gran numero di curricula; il 42,5% delle aziende (nelle statistiche nazionali) ne riceve una quantità superiore rispetto a quelli che riesce effettivamente a esaminare.

Diventa perciò di fondamentale importanza redigere un documento privo di errori. Fare ad esempio errori di grammatica, ortografia, lessico quasi certamente farà giocare a basket con il vostro curriculum un possibile datore di lavoro.

Così come viene smascherato subito chi decide di mentire sulle proprie capacità effettive!

Risultano anche fastidiosi alcuni atteggiamenti: essere arroganti nel descrivere sé stessi o parlare immediatamente di denaro, vi farà presentare in modo pessimo.
Infine, inserire allegati e fotografie non richiesti non vi aiuterà ad essere presi in considerazione.
A chi vi assume, non interessa granché come eravate nel periodo della prima comunione...

Buon lavoro dunque, ricordando un famoso aforisma di J. Conrad

"Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno,
ma a me piace quello che c'è nel lavoro:
la possibilità di trovare una parte di se stessi".

Ecco di seguito i 5 errori da evitare

1. Le scorrettezze ortografiche, lessicali e di grammatica

Talvolta fanno perfino sorridere, ma rovinano decisamente la propria presentazione. Si tratta di un modo pessimo di presentarsi, dal momento che il buon uso della lingua madre è un requisito indispensabile per qualsiasi tipo di professione. Sbagliare i verbi, commettere errori grammaticali (sbagliare il singolare e il plurale), commettere errori nella struttura delle frasi rendendole di difficile comprensione per chi legge compromette il buon esito dell'invio del proprio curriculum vitae.

COSA PENSA CHI LEGGE

Paolo Citterio, attualmente presidente del Gidp, ha lavorato per 23 anni nella direzione del personale in un'azienda leader dell'impiantistica, e oggi fa il cosiddetto "cacciatore di teste", cioè selezionatore professionale per conto di terzi: "Un laureato che inciampa sui verbi, ad esempio, lo scarto subito, anche se poi nel lavoro effettivo dovrà occuparsi solo di numeri, perché è immaturo, e dimostra di non aver messo a frutto il suo percorso scolastico"

COME FARE PER NON SBAGLIARE

Prima di tutto rileggere più volte il proprio curriculum, sintetizzando le informazioni ma in modo corretto. Poi, se è il caso, farlo leggere ad altri prima di inviarlo.


2. Mentire sulle proprie capacità

Chi legge non conosce personalmente chi scrive, se non attraverso il curriculum. E' importante specificare il percorso di studi, le competenze, le capacità senza mentire. Ad esempio, è un errore strategico scrivere di conoscere quattro lingue straniere, se ciò non corrisponde alla realtà.

COSA PENSA CHI LEGGE

Chi legge si fa un'idea sul candidato; da un profilo ricchissimo di capacità, potenzialmente straordinario, l'esaminatore si farà un'idea di una persona preparatissima. Così, in sede di colloquio personale, si aspetterà moltissimo e se le informazioni non erano vere, l'esaminatore se ne accorgerà certamente. La coerenza tra ciò che si dice di essere realmente e ciò che si è, è un requisito fondamentale.

COME FARE PER NON SBAGLIARE

Siate sinceri, realisti ma sinceri. Non vuol dire sminuirsi, significa specificare le proprie esperienze (professionali e non) descrivendo ciò che si è appreso e le caratteristiche reali del proprio carattere semplicemente senza eccedere.


3. Essere arroganti

La delicatezza e l'incisività in un testo scritto sono caratteristiche che colpiscono in maniera positiva chi legge. Diversamente, l'arroganza e la presunzione spesso sono il modo migliore per far scartare il proprio curriculum.

COSA PENSA CHI LEGGE

Leggere ad esempio: "so gestire perfettamente un gruppo, so coordinare in modo completo le attività, sono capace di svolgere bene qualsiasi compito e di realizzare ogni obiettivo", vuol dire il più delle volte porsi in modo troppo arrogante e troppo poco delicato verso l'interlocutore. Come nella comunicazione verbale, anche in quella scritta e più informale l'arroganza raramente funziona per creare rapporti di fiducia.

COSA FARE PER NON SBAGLIARE

Ad una sana dose di realismo bisogna aggiungere una buona dose di umiltà, ricordandosi che chi vi giudica non sa nulla di voi se non le poche pagine del curriculum che inviate.


4. Parlare subito di denaro

E' chiaro come lo scopo di ogni professione sia quello di ricevere uno stipendio. Tuttavia, i rapporti di lavoro iniziano conoscendosi reciprocamente, guardandosi in faccia, prima di definire il contratto e, di conseguenza, il compenso. Definire con chiarezza il tipo di mansione, l'orario di lavoro, il tipo di contratto, fa parte della fase preliminare, ma non per questo deve essere per forza il primo passo.

COSA PENSA CHI LEGGE

Chi legge ad esempio: "vorrei sapere, se è possibile, qual è lo stipendio alla fine del mese" durante il primo contatto, spesso cestina direttamente il curriculum senza proseguire oltre. Per le aziende, un'assunzione è un piccolo investimento in capitale umano, pertanto va ponderata e valutata con attenzione.

COSA FARE PER NON SBAGLIARE

Bisogna prima di tutto essere pazienti, seguire con professionalità e senso di responsabilità l'iter iniziale, senza la fretta di avere immediatamente in mano un contratto scritto. Se il profilo è valido, sarà naturale per un’azienda fare il possibile per trattenerlo all'interno dello staff.


5. Inserire allegati e foto non richiesti

Come già si diceva prima, chi legge il curriculum ha poco tempo a disposizione e molto materiale da visionare. Non si potrà interessare, dunque, di nient'altro al di fuori del curriculum contenente le informazioni personali ed il percorso professionale. E' inutile e persino dannoso inserire allegati di qualsiasi tipo (fotocopie di attestati o dei diplomi, documenti ufficiali, foto della prima comunione, ecc...) che al momento dell'invio non destano alcun interesse.

COSA PENSA CHI LEGGE

"Non considero neppure i fogli allegati ai curricula; non li guardo, sia perché non avrei il tempo materiale di farlo, sia perché ciò che è importante, è scritto fra le righe dei curricula stessi" - dice Marco, addetto alla selezione del personale a Torino - "mentre leggo con attenzione tutto ciò che è contenuto all'interno del documento"

COSA FARE PER NON SBAGLIARE

Siate sintetici ed estremamente precisi. E' ovvio che se dichiaro di avere una specializzazione da istruttore di sub, non serve mandare una copia dell'attestato. Se saranno necessari documenti ufficiali, sarà il datore di lavoro a chiederli direttamente.

 

a cura di cv-lavoro.org

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